Sì, vi chiedo scusa. Sto per parlare di un mio libro. L’argomento è questo. Avevo voglia di condividere con voi tutto questo, e non me ne frega niente se c’è chi penserà sia presunzione o protagonismo. Chi mi conosce non dubita della mia coscienza, e delle mie intenzioni. Dei perplessi e dei malevoli non mi interesso. Volevo dirvi queste cose, uno per uno, e abbracciarvi forte. Queste cose andavano dette, e andavano dette adesso: qui e non altrove. E senza che il libro sia disponibile. Questo è quanto.
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A papà, S.A.F.
Nessuno, mai, farà comprendere Aristotele ad un mulo.
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