“La verità, la verità! Che cazzo è la verità... Chi sei tu per chiedere a me di dire la verità. La sola verità che conosco è quella che mi ripete in continuazione che sto morendo, che mi mancano le forze, che gli scalini diventano sempre più alti, le braccia pesanti, le gambe deboli e che debbo vivere sempre più in fretta, che se mi fermo un poco a prendere fiato arriverà LEI, la sola verità che conosco: la morte. Io odio la verità… voglio dimenticarmi di lei! La verità è un lusso che non ho mai potuto permettermi… giocateci voi con la verità! Io debbo solo imparare a mentire meglio, specie con me stesso” (“Ocean Terminal”, pp. 59-60).
1880: prima edizione del libro: 31 prose brevi. 1910: nelle “Opere” di Dossi (Treves) appariva per la prima volta la versione definitiva di questi racconti e scritti minori (“briciole”) di Carlo Dossi, provenienti – apprendiamo dall'introduzione, firmata da Francesco Lioce – dalle lettere, dal romanzo “Vita di Alberto Pisani” (1870) e da testi apparsi tra 1868 e 1869 nella rivista “La palestra letteraria”. Si tratta di quattordici testi. 1979: Dante Isella cura per Adelphi una riedizione dell'operetta, tornando alla prima stesura (struttura) autoriale. 2009: Lioce cura per Salerno una nuova edizione, fedele a quella del 1910: va considerata, quindi, la prima ristampa della redazione definitiva del libro.
Quando fondammo la prima rivista letteraria dell’Università degli Studi Roma III non avevo nemmeno vent’anni. “Ouverture” nasceva libera e indipendente, figlia della passione incandescente di un piccolo gruppo di studenti del primo e del secondo anno, per disordinate e irregolari riunioni in un chiosco polveroso, a pochi passi dalla vecchia sede di Piazza Esedra. Si ritrovò apprezzata e finanziata dalla facoltà di Lettere, risolvendo l’odiosa questione della sottoscrizione degli studenti e dei docenti. Qualche anno dopo, una prima scissione redazionale diede vita a una seconda rivista, “Der Wunderwagen”, nata e rimasta indipendente: gemellata con “Lighea” di Trieste, animata da Karlsen e dagli Ammutinati.
EREDITÀ
Centotrenta anni dopo la prima edizione in volume (Milano, Treves, 1879), viene finalmente ristampato, a cura di Francesco Lioce, il racconto lungo “Candaule” dello scapigliato Sacchetti, salutato come anticipatore del decadentismo.
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