Il sole radente di un pomeriggio di novembre illumina il volto di Oreste. Seduti attorno, un gruppo di ragazzini che da Milano abbiamo portato in diga, da lui. Sono uomini che si faranno, nonostante ora abbiano tutte le intemperanze e le impertinenze dei giovani ‘metropolitani’. Oreste, iniziando a raccontare, li ha progressivamente avvinti, e ora sentono il freddo in un crepaccio dello Shisha Pangma. È bello vederli così, in silenzio finalmente, assorti e in tumulto nel loro intimo…
L’altra montagna
Era il giugno del 1910 quando la nave Terra Nova prese il largo da Londra, in direzione dell’Antartide. Trentuno uomini, selezionati con cura dal capo della spedizione, l’esploratore britannico Robert F. Scott, che azzeccò anche la scelta della nave. L’errore venne dopo, quando dal campo base si trattò di raggiungere il Polo Sud. Scott lo capì solo nel momento in cui il 18 gennaio 1912 fu abbagliato dai colori della bandiera norvegese che l’avversario Roald Amundsen aveva piantato un mese prima nel cuore del continente – e festeggiato la circostanza con bistecca di foca. Vi era arrivato con sci e cani da slitta, adeguatamente equipaggiato.
Dopo il pogrom contro la minoranza Rom a Torino e la barbara uccisione di due senegalesi a Firenze, si rifa viva l'urgenza di parlare di minoranze etniche in Italia. I curdi non rappresentano numericamente un gruppo vasto. Sono molto più folte le comunità che si trovano in Germania, in Francia, in Inghilterra. Dato che però parlare di immigrazione nel nostro paese ci costringe proficuamente anche a parlare di altri luoghi, di tragedie che si consumano su altre terre, è giusto riconoscere il merito di questo volume apparso nel 2008 grazie all'impegno delle province di Milano, Roma, Venezia e dell'editore Terra Ferma.
Raboni così commentava questo libro: “Ruffilli si pone cronista postumo che involontariamente usa la letteratura, la poesia, per evitare di dire più del necessario”. Ruffilli affermerà a fine silloge di non conoscere la nostalgia; perché il passato, trasferito in se stessi, è conoscenza dell’oggi: “un segno/ il dato, ma non/ memoria o nostalgia, di ciò che è stato/ amato o non amato/ comunque sconosciuto/ perduto totalmente,/ caduto dentro/ il suo finire in/ quello stesso/ essere fissato/ prima di perire”.
Un anno fa, studiando “Matto per le bambine” (Stampa Alternativa, 2001), sono partito in cerca di notizie su Lewis Carroll, nel web anglosassone. Ho scoperto qualcosa di incredibile: in mezzo mondo, ma non in Italia, era uscita una biografia che aveva travolto tutti gli studi precedenti sul papà di “Alice”, determinando la distruzione del vecchio “Carroll Myth”. Si trattava di questa “In the Shadow of the Dreamchild.
Plaquette di Sebastiano Vassalli, completa di foto sue e di Attilio Lolini scattate a Marradi, “Natale a Marradi” è un nuovo omaggio all'amato Dino Campana, e un amaro e fascinoso dietro le quinte di quella grande biografia romanzata che fu “La notte della cometa”. Il libretto è apparso nella seducente collana “Nativitas” delle edizioni Interlinea, da Novara, nel 2008, al grottesco prezzo di dieci euro (eccessivo per 47 pagine in corpo 14 o 16...).
“In data 18 marzo 2003, non è ancora stato avviato alcun processo per giudicare il genocidio khmer rosso. Quasi due milioni di persone hanno perso la vita in tre anni, otto mesi e venti giorni d’inferno che il paese ha attraversato tra il 1975 e il 1979” (pag. 186).
Sgombriamo il campo da un primo equivoco: il nuovo romanzo di Gian Luca Favetto, letterato torinese classe 1957, non è un noir e non ha niente o quasi a che fare con l'ecomafia, a dispetto della (nobile) collana di progetto in cui è inserito, quella di VerdeNero. Sgombriamo il campo con gioia – personalmente non ho nessuna simpatia per la letteratura di genere, e non l'ho mai nascosto; ma ne ho molta, senza dubbio, quando il genere si rivela “impegnato” e di denuncia, come in questa collana – e ci ritroviamo di fronte a un grande romanzo dedicato a (e concentrato in) un tema fondamentale: l'arte della fotografia.

SOLITUDINI ELLITTICHE: VERTIGINI
TARTARUGHE GEMELLE
Partono le prime inquadrature: una tartaruga si ritrova spaesata a girovagare, nella sua apparente fragilità, sull’asfalto di una città in movimento. Il cuore sobbalza ad ogni istante. I passi distratti degli umani la schivano miracolosamente e le lunghe ombre di morte che accompagnano le ruote delle automobili sembrano quasi volerla schiacciare. Il cuore sobbalza ancora, ad ogni istante. Non sa quale sorte il destino abbia scelto per la tartaruga, finché la mano delicata di una ragazza si avvicina a quel piccolo essere per riportarlo nel suo mondo naturale, l’acqua.
ATMAN
Commenti recenti
19 min 25 sec fa
29 min 35 sec fa
36 min 17 sec fa
46 min 27 sec fa
1 ora 35 min fa
2 ore 5 sec fa
2 ore 14 sec fa
2 ore 40 min fa
3 ore 25 min fa
3 ore 31 min fa