Il divo.

Lo stadio di San Siro. Tredici milioni di posti a sedere.

Davanti a un pubblico particolarmente caloroso. Un unico applauso in cinquanta minuti di presentazione.

Il monologo di Gianfranco. Interrotto talvolta dalle mie domande palesemente preparate.
Sgombriamo il campo da un primo equivoco: il nuovo romanzo di Gian Luca Favetto, letterato torinese classe 1957, non è un noir e non ha niente o quasi a che fare con l'ecomafia, a dispetto della (nobile) collana di progetto in cui è inserito, quella di VerdeNero. Sgombriamo il campo con gioia – personalmente non ho nessuna simpatia per la letteratura di genere, e non l'ho mai nascosto; ma ne ho molta, senza dubbio, quando il genere si rivela “impegnato” e di denuncia, come in questa collana – e ci ritroviamo di fronte a un grande romanzo dedicato a (e concentrato in) un tema fondamentale: l'arte della fotografia.
Antologia delle lettere di Carroll, selezionate in ordine cronologico (1864-1896) e indipendentemente dai destinatari, secondo la sensibilità di Carla Muschio, “Matto per le bambine” è un'edizione elegante e intelligente di un epistolario di formidabile interesse per due diverse ragioni. La prima, quella che personalmente trovo essenziale e seducente, è la letteratura. È da queste pagine che nasce un'opera di genio come “Alice nel Paese delle Meraviglie”, è in queste lettere che si sprigiona la libertà creativa, anarchica e sregolata di Carroll.
“Se ami devi credere, e se credi, capisci e perdoni” (Henry Miller)
Franchi infiamma la platea a mo' di vulcano.
Federico, Paolo, Luca (sbronzo), Angela.
Qualche secondo dopo.
Fabbione posa per la copertina di Men's Health; Luca è convinto la mano sulla spalla sia separata dal corpo del compagno. Reagisce allo sconcerto affidando l'anima a Jonny Dorelli.

Foto di Fiamma Franchi
Commenti recenti
5 ore 11 min fa
6 ore 22 min fa
7 ore 48 min fa
7 ore 49 min fa
9 ore 39 min fa
12 ore 25 min fa
13 ore 20 min fa
16 ore 25 min fa
17 ore 13 min fa
17 ore 15 min fa