Un giorno Everett aveva una terribile emicrania e avrebbe desiderato tagliarsi via la testa dal collo. Ovviamente ha dovuto ricorrere a metodi meno cruenti, ma sembra che il Frankenstein del suo “Deserto americano” sia venuto fuori proprio da lì. Da quella voglia inappagata di ghigliottinarsi che pare abbia trovato trasposizione nella vicenda di Theodore Street.
"Per definizione una caverna deve avere un'apertura grande a sufficienza da permettere a un uomo di entrare. La cavità può essere erosa dal vento o dall'acqua. Può essere profonda chilometri e chilometri. Ma deve permettere a una persona di entrare. Ed è questo che fa tanta paura di una caverna, che qualcuno possa entrarci."
Si apre con queste frasi il romanzo di Percival Everett "Ferito" ed in quelle frasi, nel buio che ci attende, è racchiuso tutto il senso del libro.
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