Non sono molti i film che parlano dell'adolescenza senza cadere nei buchi neri dei luoghi comuni. Ci prova Spike Jonze, redivivo dopo un'assenza dai grandi schermi lunga ben sette anni. L'eclettico (ormai) quarantenne ci aveva abituato alla sua attività cinematografica rarefatta, ma adesso, con la trasposizione di uno dei raccconti per bambini più amati degli ultimi anni, di curiosità ce n'era parecchia. "Il paese delle creature selvagge" è tratto da "Where the wild things are", libro illustrato di Maurice Sendak, piccolo gioiello adorato dai piccoli - e grandi!
Grottesco e paradossale, “Essere John Malkovich” è l’atipico e stupendo esordio di Spike Jonze: perturbante riflessione sull’identità, sull’empatia e sulla simulazione della realtà, è un film che diverte, inquieta e meraviglia. La sceneggiatura di Charlie Kaufman brilla per sarcasmo e fantasia: i dialoghi sanno precipitare nel sarcasmo e nel puro nonsense, per poi solcare profondità inconsuete nella produzione cinematografica occidentale contemporanea.
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