Viaggio al termine delle cose.
“La baia degli angeli” disegna in copertina un ovale che abbraccia la sirena carica di fiori. Si nasconde il mare illuminato dell’originale di Chagall e della pittura del grande maestro stigmatizza “la sospensione nel vuoto” alla ricerca di luce, il camminare alto sulla terra, le contorsioni dei baci e il mondo che per non morire nella dimenticanza e nella rimozione del non voler guardare, fa dire a Nicola Vacca “Dateci parole semplici / per attraversare il mare. / C’è pericolo di naufragio / la mente brucia, il cuore è squarciato. / Il dolore è perdita / ma è anche l’esperienza dell’uomo giusto/.
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