Benedetto XVI ha recentemente affermato che il 2012 sarà, nonostante gli auspici nefasti di cui si vocifera di continuo e gli spread, l’anno della fede. Ma non sarebbe stato meglio, chessò, proclamare un anno del ‘mea culpa’ o meglio ancora uno della riconsiderazione, nonostante il pontificato di Woitila e l'attuale di Papa Ratzinger, del Concilio Vaticano secondo? Il bel saggio di Emilio Gentile Contro Cesare (Cristianesimo e totalitarismo nell’epoca dei fascismi – Feltrinelli 2011) ci offre la possibilità di fare chiarezza su alcuni punti che la miopia contemporanea, se non la cattiva coscienza, se non una muffetta ideologica persistente, ci ha impedito finora di considerare.
Un romanzo ambientato – non solo, e non casualmente: la dedica parla chiaro – nell’isola di Ventotene, a sud di Ponza, nei giorni tristi ma non vani del confino di intellettuali oppositori del regime, non può non restituire alla memoria lo spirito del “Manifesto di Ventotene”: documento fondato sulle intuizioni di Luigi Einaudi, scritto da
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