Eventi hanno cambiato la storia dell’uomo, filosofi quella del pensiero, musicisti, pittori, scultori e scrittori quella dell’arte. Milioni di uomini in guerra hanno segnato il passato, singoli uomini hanno fatto altrettanto davanti ad un tavolino con carta, penna e genio.
La triste parabola dell’atipico Guido Morselli, scrittore di estrazione borghese e granitica vocazione letteraria, si è conclusa nel 1973; rimasto pressoché inedito sino alla fine dei suoi giorni, ha conosciuto da spettro una progressiva affermazione italiana ed europea. Era uno scrittore scomodo. Era un talento distante dall’accademia, distante dai circoli culturali, dal gotha delle avanguardie. Aveva uno stile estraneo alla contemporaneità: era un estroso autodidatta, dalle disordinate e controverse letture.
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