Niente a che vedere col conservatorismo. Niente a che vedere con la censura. Niente a che vedere col bigottismo. Niente a che vedere con la xenofobia, niente a che vedere col razzismo. Niente a che vedere col nazionalismo. Niente a che vedere col fanatismo. Niente a che vedere col militarismo, niente a che vedere col nostalgismo. Niente a che vedere con l'islamofobia. Niente a che vedere con gli schemi. Coi dogmi. Niente di plastico: personalmente non ci vedo niente di forzista, e grazie a dio nessuna macchia di unto ferrariano. Piuttosto: la destra in cui crede Lanna ha a che fare con il sostegno e la difesa dei diritti civili: con l'ecologia, con la tutela dell'ambiente. È una destra solare e riformista.
Domenico Di Tullio, avvocato e scrittore romano-sannita classe 1969, ha esordito qualche anno fa pubblicando il saggio “Centri sociali di destra. Occupazioni e culture non conformi” per la Castelvecchi diretta, allora, da Alberto Castelvecchi. Era il 2006. Non tutti i lettori italiani ricordano che la pubblicazione di quel libro scatenò le proteste della sinistra antagonista, comprensive di una simbolica (e conforme) occupazione della casa editrice. L'accaduto fu un discreto volano pubblicitario per l'opera prima di DDT. Posso confermare che la redazione superstite, qualche anno più tardi, ricordava l'episodio con una certa allucinata angoscia. E un pizzico di incredulità.
La politica italiana della Seconda Repubblica è impazzita come la maionese. Capirci qualcosa, nell’epoca della post-ideologia, è davvero difficile. Nel centrodestra le acque sono agitate. Berlusconiani e finiani sono arrivati alla resa dei conti. Gianfranco Fini è stato messo alla porta. Fuori dal Pdl ha dato vita ai gruppi parlamentari di Futuro e libertà per l’Italia. Intorno alla figura del presidente della Camera si muove un’area eterogenea di intellettuali e uomini di penna che hanno servito al loro leader una strana idea di destra che loro chiamano maggioritaria ( che vorrà dire, nessuno lo sa).Una cosa è certa, questi pensatori hanno preparato tutti gli strappi di Fini e i suoi sfondamenti a sinistra.
Le capriole e gli strappi di Gianfranco Fini di questi ultimi anni hanno provocato un piccolo terremoto nel mondo politico. Questo è sicuro. L’ex leader di Alleanza Nazionale ha intrapreso un cammino tutto personale e discutibile verso inaspettate posizioni laiche (il più delle volte laiciste) rispetto alla sua area politica di provenienza. Gianfranco Fini ha liquidato con Alleanza Nazionale la destra per dire sempre più cose che piacciono alla sinistra.
"A destra per caso" è un pamphlet nato sulla scia di una convinzione di Sciascia; ossia che ogni scrittore è politico, e che il giusto sentiero della scrittura politica è offrire la propria responsabilità a tutti. E così Carlo Gambescia e Nicola Vacca raccontano la loro esperienza di intellettuali e giornalisti culturali passati, accidentalmente, a scrivere per l'area politica destrorsa, nel periodo delle sue maggiori trasformazioni ideali, essenziali ed estetiche; l'esperienza di Gambescia e Vacca ha finito poi per soffrire un eccessivo disorientamento e uno straniamento senza precedenti.
La politica si è suicidata,vittima della sua stessa impotenza. Ogni giorno si consuma uno spettacolo desolante: assistiamo a un dibattito vuoto nel quale la politica autoreferenziale si parla addosso dimenticando il suo compito più importante. Invece di affrontare i problemi del Paese, la politica ha rinunciato al suo primato per mettere in scena una fiera delle vanità. Il narcisismo di una classe dirigente è il pensiero debole che finisce per creare caos nelle istituzioni. La politica odierna, rivoluzionata dall’avvento del villaggio globale e dal dominio incontrastato dei mezzi di comunicazione, ha subìto una trasformazione radicale e con essa è stata anche modificata la funzione dei partiti politici.
1) Se il tuo libro avesse avuto dietro una forte casa editrice - sono convinto - sarebbe stato un caso. E tu agli occhi di un critico o di un lettore poco attento o addirittura in virtù di strategie commerciali saresti passato per nostalgico o revisionista. Ci hai mai pensato?
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