Comisso aveva a Trieste una società letteraria che lo comprendeva e lo giudicava. Le due colonne portanti erano Italo Svevo e Umberto Saba. “Questa era Trieste; ma così erano anche Parigi e la Russia di Lidin o di Babel. Tutta l'Europa era in attesa della nostra parola, e noi non sapevamo di vivere in un'epoca di così alta civiltà. Dovevano ancora avvenire le guerre e le loro e le nostre esasperazioni”, commentava, nel 1968.
Il letterato veneto Luciano Troisio ha dedicato questo raro, formidabile volume a tre antiche rivali: le riviste strapaesane "Il Selvaggio" (più radicale) e "L'Italiano" (più moderata) e la rivista stracittadina d'avanguardia "900".
Indisciplinato, insofferente, eretico; eroico e goliardico, ribelle assoluto, su Montecitorio lanciò un pitale. Dandy e selvaggio; anarchico e nazionalista, patriota generoso e solitario, pilota di guerra cavalleresco, sfidava i nemici per il puro gusto della battaglia. Vinceva sempre. Coraggioso sino alla pazzia, mentre volava, per amore dell'arte e dell'insolenza, leggeva letteratura: Petrarca, Nietzsche, Ariosto, Leopardi. Avvistato il nemico, chiudeva il libro e diventava un demonio. Se invece aveva ospiti in cabina, offriva loro tè e biscotti. Come fossero in salotto.
Da oggi 24 ottobre 2009, fino al 9 maggio 2010, si potrà visitare a Treviso nella Casa dei Carraresi, un’eccezionale Esposizione dedicata alla dinastia cinese dei Ming, che regnò dal XIV al XVII secolo (pressappoco da Dante a Galileo). Titolo della Mostra: I segreti della Città proibita: Matteo Ricci alla corte dei Ming.
Bangkok, 2 dicembre 08, ore 19
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