Una scrittura scarna e essenziale, pochi riferimenti spazio-temporali, un'atmosfera rarefatta, angosciante, claustrofobica. Nathalie, una cucina, la prima colazione. E Mick. Mick Jagger. Atteso, sognato, desiderato. Il desiderio di Nathalie di fare colazione con il suo amore da poster, quel cantante maledetto che ama il sesso orale praticato dalle hostess e che ha dato voce ad alcuni dei maggiori successi musicali di tutti i tempi.
Traduttore traditore. Strappo alla regola. Stavolta niente recensione, e niente articolo. La recensione è nascosta nelle parole che ho scelto per restituire versi e spirito di Ian Curtis. O forse rimane questa qui, scritta cinque anni fa, per stabilire contatto. Questa è solo un'integrazione necessaria, e differita.
E' nella selezione di questi pezzi, e nell'espressione di quel che è stato. E' nell'ascolto che dovrà accompagnare la lettura, e nell'omaggio al genio di chi ha creato i Joy Division, il perduto Tony Wilson, artefice del Rinascimento di Manchester. Verrà quindi il New Order. Un giorno, non ora.
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