È grazie alla sensibilità e alla disponibilità delle Edizioni Alet - che ringrazio - se posso riproporvi questo omaggio alla memoria di Scipio Slataper. Il testo che segue è stato pubblicato in edizione numerata fuori commercio, in 500 esemplari, per il Natale 2007: corredata da foto d'epoca, l'edizione è una plaquette necessaria per rinnovare il ricordo di un grande artista. Quanti fossero interessati possono scrivere a contatti@aletedizioni.it per richiederne copia.
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Del perduto amore, e del perduto tempo; delle illusioni, e della poesia; della sensualità, e della lucidità.
“Essere un grande artista non significa nulla: essere un puro artista, ecco ciò che importa” (Dino Campana)
È vissuto, tra Ottocento e Novecento, un poeta dall’esistenza tormentata ed errabonda, che ha attraversato la nostra letteratura come una cometa, è riuscito a scrivere un solo libro pieno di sogni, di visioni fantastiche e d’immagini e poi, tra vicissitudini d’ogni genere, ha concluso la sua esistenza in manicomio, piegato dalla malattia, dalle cure non appropriate, dall’incomprensione della famiglia, dei concittadini e della società letteraria.
Molti anni dopo, un altro artista ded
Un primitivo, un poeta incendiato dal fuoco sacro dell’ispirazione, una traduzione italiana del maledettismo francese; un puro talento lirico, sintesi delle espressioni letterarie del tardo Ottocento; o, per dirla con le parole di Papini, “un malato di spirito, preso dal fuoco della poesia, ma senza l’equilibrio per essere un buon poeta”. Un pericoloso malato di mente, per tanti suoi contemporanei meno raffinati: condannato all’isolamento e all’annichilimento totale da chi gli era affianco, si spense, recluso in manicomio, dimenticato, sempre più debilitato e alterato sino al deterioramento finale della sua mente per via degli eccessivi elettroshock.
Entro dei ponti tuoi multicolori
L’Arno presago quietamente arena
E in riflessi tranquilli frange appena
Archi severi tra sfiorir di fiori.
Azzurro l’arco dell’intercolonno
Trema rigato tra i palazzi eccelsi:
Candide righe nell’azzurro: persi
Voli: su bianca gioventù in colonne.
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