Delitto e castigo. Proprio Delitto e castigo, capolavoro letterario attraverso il quale Dostoevskij influenzò tutta la letteratura a venire, è forse il libro delle coscienze per antonomasia. In un certo qual modo uno dei padri letterari (non per la forma letteraria, evidentemente) della storia che Jonathan Trigell ci racconta nel suo sconvolgente romanzo d’esordio, Boy A, e che John Crowley portò al Festival di Berlino nel 2008, fedelmente restituendo l’opera del giornalista-scrittore inglese e ottenendo anche un prezioso riconoscimento.
Ha un nuovo nome, ma il passato non lo dimentica e del passato non si dimentica. Sogna un futuro diverso, con la ragazza di cui si è innamorato, Michelle-Shell, “conchiglia”, in “un posto dove nessuno ha mai sentito il suo nome. Il suo vero nome, quello che tiene nascosto nell'oscurità. Quello che gli sembra un estraneo, ora. No, non un estraneo, un vecchio nemico. Uno che gli ha fottuto la vita, una volta, tanto tempo fa, per sempre” (p. 150).
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