Scrive Peppe Dell'Acqua, nell'introduzione, insegnandoci le ragioni della necessità di questa pubblicazione: “In Italia sono attivi presso gli ospedali civili 286 Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. Forse non tutti sanno che, ancora oggi, 7 di questi servizi su 10 dichiarano di attuare la contenzione meccanica, legare al letto le persone, e di usare un camerino di isolamento (…). Dicono che, anche volendo, è impossibile non usare la contenzione. Bisognerebbe allora chiedersi come mai in 3 su 10 di questi servizi non si ricorre a questi trattamenti” (p. 11).
Susanna è un po’ stramba. Ogni tanto Lisa fa la cattiva. E sono gli anni Sessanta. Va bene: ma basta a fare un film? Nei progetti originali, è probabile che si volesse fare di “Girl, interrupted” una specie di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" al femminile: il manicomio, il riscatto attraverso la detenzione e la sofferenza, l’artificio arrogante di ogni distinzione fra “normale” e “diverso”, le zone e i temi in comune fra il film di Mangold e il capolavoro di Forman. Ma l’uno sta all’altro come la parodia sta al prototipo.
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