È un film a cui non si possono muovere molte critiche pertinenti. Alcuni hanno voluto accusarlo di superficialità, di essersi limitato a una critica estetica di Bush e della sua amministrazione. E in effetti si indulge a frequentissimi e maniacali ingrandimenti dei suoi occhietti: frivoli, monelli, ma velati sempre da una patina di ottusa arroganza; si insiste sul grugno canino di Condoleeza, e si fa l’inventario completo dei gesti miserrimi di Cheney e Wolfowitz nei fuorionda televisivi.
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