"Gli' è un'offesa ai' popolo italiano!".
Parte subito incazzato Mario Cioni all'apertura di "Berlinguer ti voglio bene: il filmino soft-core in programmazione al cinema non soddisfa affatto le aspettative onaniste sue e dei suoi amici Bozzone, Gnorante, Buio. Effettivamente il povero Mario non se la passa troppo bene: 25 anni da sottoproletario, rapporto edipico con una mamma megera, tanto sesso bricolage, le chiacchierate con Berlinguer lo spaventapasseri del campo.
Mario e gli amici vanno a ballare in un'orrida balera e, appena Cioni pare aver conquistato una bionda grazie ad una virilizzante bottiglia di coca cola nelle mutande, ecco che giunge la beffa degli amici: la notizia della morte della madre.
Afferma a un certo punto la voce narrante, che Berlinguer tra la folla provava disagio, vi stava con la discrezione minuta della sua persona, e quasi sembrava scusarsi; che quando da essa s’involava un saluto diretto, o si dipartiva un gesto d’affetto a ghermirlo, lui, signore modesto e cortese, non trovava da rispondere che con «buona sera, come sta?»; che quindi non era, come si può ben intuire, uomo da pacche sulla spalla. Il documentario è del 1988: si situa, come dire, al di fuori di ogni sospetto, a data di molto precedente l’elevazione della pacca sulla spalla a sistema di governo.
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