A quattro anni di distanza dal premiato ma non del tutto convincente The Departed, Scorsese torna nelle sale con Shutter island, thriller dalle atmosfere cupe e tenebrose tratto dal romanzo L’isola della paura, del sempre più “saccheggiato” Dennis Lehane (lo splendido Mystic River di Clint Eastwood, e il meno noto ma non trascurabile Gone baby gone, di Ben Affleck).
“La casa di sabbia e nebbia”, basato sul libro di Andre Dubus III, è un melodramma giocato su una nuova interpretazione della fatiscenza dell’American Dream: tetra riflessione sull’incomunicabilità tra differenti culture e sul lato oscuro del senso di possesso e di appartenenza, rimane nella memoria, a dispetto d’un’opaca regia e di qualche vuoto di sceneggiatura (un personaggio, in particolare, brilla per incompiutezza e scompostezza: il poliziotto interpretato dal mediocre Ron Eldard), per l’ennesima
“Non capita a molti di dover affrontare il fatto che in certi casi e in certi momenti si è capaci di qualsiasi cosa”. (da Chinatown di Roman Polanski). Paulina è una sopravvissuta. A seguito della caduta di una dittatura, in un imprecisato paese del Sud America, la donna si ritrova ad essere una delle poche vittime sopravvissute alle camere di tortura. Suo marito Gerardo è un ex rivoluzionario, ora ministro della giustizia ed incaricato di indagare sui crimini della precedente dittatura militare.
Commenti recenti
58 min 3 sec fa
1 ora 49 min fa
1 ora 53 min fa
2 ore 2 min fa
2 ore 12 min fa
2 ore 12 min fa
4 ore 3 min fa
6 ore 19 min fa
6 ore 29 min fa
6 ore 36 min fa