“Il libro dei mestieri” dello scrittore croato Bora Ćosić, classe 1932, venne originariamente pubblicato in Jugoslavia nel 1966. Si tratta di una raccolta di racconti che, per dirla con le parole della prefatrice della bella edizione italiana, Nicole Janigro, “procedono come un work in progress, mettono insieme dati diversi, utensili e attrezzi, montano oggetti simbolo e personaggi pubblici e privati in una sorta di enciclopedia del XX secolo capace di unire l'alto e il basso: due poli che hanno sempre in comune la dimensione umana”.
La scrittura di Dušan Velickovic, giornalista ed editore serbo, è un'iniezione di intelligenza, misura e semplicità. L'artista cerca le parole per rappresentare lo sconcerto, il dolore, la paura, l'angoscia di uno Stato che stava sprofondando. In certi frangenti, la sua scrittura è più vitale e illuminata ancora, illuminata dalla comprensione che non esiste senso nella violenza, perché ogni violenza finisce per riprodursi all'infinito. “È così: oggi i serbi scacciano gli albanesi e la NATO bombarda i serbi, domani gli albanesi scacciano i serbi, dopodomani...” (p. 84).
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