"Emoterapia" è un disco ostico, della durata di poco meno di 37 minuti, a tratti irritante per chi non è abituato e disposto ad ascolti complessi, ad improvvise interruzioni sonore, a sperimentazioni e divagazioni.
Un pastiche sonoro e linguistico che prende e rilascia, che s'aggroviglia e improvvisamente acceca, che agisce per accumulo e sottrazioni, in cui convivono e litigano allo stesso tempo Beck, Frank Zappa, no-wave, elettronica, cabaret, cantautorato, possibili hit radiofoniche, reminescenze cinematografiche, incursioni meta-musicali, space-rock, intermezzi interlocutori, cut-up di testi e suoni.
Lontano, lontanissimo musicalmente parlando 1994. Ogni momento, ogni istante, se riuscivi a tenere le orecchie ben aperte e l'anima recettiva, la musica di quegli anni poteva riservarti incredibili capolavori da brivido. E così fu, un brivido profondo attraversò la mia schiena ascoltando il singolo, composto da quattro tracce, dell'artista strampalato e genialode, nato nella città degli angeli, che risponde al nome di Beck. Il singolo Loser fu dapprima distribuito in sole cinquecento copie... Ma le radio alternative americane se ne innamorarono quasi subito, martellando i circuiti con questa canzone, trasformando Beck nella nuova promessa rock alternativa degli anni Novanta....
Cosa ha portato esattamente la modernità nell’età che stiamo vivendo? Senza ombra di dubbio si tratta di un impatto che ha avuto una grande influenza sulle latenti capacità relazionali dell’uomo.
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