Milano ama dimenticarsi. Rovinarsi. Prostituirsi. E questo disco mi ha trascinato per i capelli lungo le strade di Milano. Di notte e di giorno. Facendomi sanguinare. Una Milano in rovina, le cui bellezze vengono derise, dimenticate, coperte da cartelloni pubblicitari (Porta Romana su tutte). Milano è un grembo di nebbia accogliente stuprato, gettato nel cassonetto dell'immondizia prossimamente destinato al progetto faraonico e senza cuore dell'Expo 2015.
Lussuria e vino rosso.
Montepulciano, provincia di Siena.
Baustelle. Maggio del 2003. La moda del Lento.
Dopo tre anni dall’esordio: “Sussidiario illustrato della giovinezza”.
Pop (indie) d’autore.
Un azzeccato miscuglio di elettronica, pianoforte, chitarre e fiati.
Erotismo, romanticismo al limite della sofferenza, belle donne straniere, sigarette (infinite) e droghe.
Cin Cin è l’intro del disco. Soffuso.
Pianoforte, malinconia, speranza e sintetizzatori.
La miscelazione vocale tra Francesco e Rachele è una meraviglia allo stato puro.
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