Scrive Peppe Dell'Acqua, nell'introduzione, insegnandoci le ragioni della necessità di questa pubblicazione: “In Italia sono attivi presso gli ospedali civili 286 Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. Forse non tutti sanno che, ancora oggi, 7 di questi servizi su 10 dichiarano di attuare la contenzione meccanica, legare al letto le persone, e di usare un camerino di isolamento (…). Dicono che, anche volendo, è impossibile non usare la contenzione. Bisognerebbe allora chiedersi come mai in 3 su 10 di questi servizi non si ricorre a questi trattamenti” (p. 11).
“Noi matti siamo fiori e uccelli. Io e quelli come me siamo fiori e uccelli”, ma “la pazzia non esiste. Esistono invece gli effetti collaterali delle medicine che ci propinano” (Schiavetti, “La schizofrenia non esiste”, p. 20 e p. 62).
Basaglia e i suoi seguaci hanno cambiato definitivamente le condizioni di vita dei matti, ma non hanno sconfitto la pazzia col solo negarne l'esistenza. Al limite, hanno contribuito ad addormentarla, periodicamente, con gli psicofarmaci.
Primo atto d’una trilogia che verrà pubblicata entro fine 2008, “1967” è l'esordio di Cristiano Ferrarese, narratore ligure classe 1970. Il giudizio sul libro va quindi considerato almeno parzialmente sospeso, in attesa di scoprire quale sarà la rotta dell’intreccio, quali gli assi portanti e quali le reali ambizioni dell’autore. Per adesso – giugno 2008 – trattando (erroneamente?) “1967” come libro a se stante, si possono evidenziare tre aspetti cardine.
«Non una bomba, uno schiamazzo.
A Roma hanno approvato una legge.(…)
La legge ha già un numero: 180, una data: 13-5-1978.
In sostanza stabilisce, impone che i manicomi siano aboliti, come il dionisiaco e il diavolesco della follia non esistesse. La follia è una malattia qualsiasi, come il morbillo, la difterite.
LA LEGGE 180. COMMA 22
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