Pensate ad un caldo, immobile e accecante paesaggio siciliano dei primi anni Sessanta. Le piazze semivuote, arse dal biancore invasivo del sole del Sud, la placida immobilità attraversata dai rintocchi di mille campanili, la morbosa curiosità di sguardi celati dietro giornali e serrande. Un’umanità assorta e silenziosa, un tempo dilatato, il quieto e inarrestabile cri cri dei grilli. Questo lo sfondo.
La vicenda, grottesca, è quella del Barone Cefalù, appesantito dalla realtà stagnante della provincia e alla ricerca di un viatico per il coronamento del suo salvifico sogno d’amore.
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