In questo libro Elie Wiesel raccoglie tredici scritti nei quali condensa la sua esperienza e la sua addolorata testimonianza sulla Shoah. Un libro edito per la prima volta nel 1966, poco più di venti anni dopo l'apertura dei cancelli di Auschwitz. Tra i disperati resi finalmente liberi da quell'inferno c'era anche lui, Elie Wiesel, la cui esistenza, da quel momento in poi, ha rappresentato una continua riflessione, la perenne lotta contro il senso di colpa del sopravvissuto, la ricerca infruttuosa di una risposta allo sterminio di milioni di esseri umani, la spiegazione logica, storicamente ed umanamente valida che, come è costretto ad ammettere egli stesso, non esiste.
Dopo 70 anni il soldato inglese, Denis Avey, decide di raccontare, insieme al giornalista della BBC Robert Broomby, la sua storia di guerra. Prende così via un lungo racconto che ci porterà a rivivere una lunga parte della storia dell'ultima guerra mondiale. Chi parla è Denis Avey, oggi novantatreenne, un soldato che si autodefinisce fin dall'inizio una persona ribelle e determinata. La sua storia inizia il 22 gennaio del 2010, giorno dell'assegnazione dell'onorificenza 'Eroi dell'Olocausto', da parte del premier inglese dell'epoca Gordon Brown. Denis Avey era stato incluso tra i ventisette inglesi che si potevano fregiare di quella medaglia d'argento 'per i servigi resi all'umanità'.
Ci sono donne comuni che vivono una vita straordinaria. E di loro si sa poco o nulla. I libri servono anche a questo. A trasmettere memoria e conoscenza di persone ed accadimenti che, altrimenti, potrebbero andare perduti. Ondina Peteani, di cui mai avevo sentito parlare, è stata di certo una donna fuori dall'ordinario. Questo libro ne ricostruisce la vicenda di vita, di sofferenza, di coraggio, di determinazione e di tormenti.
N. 119.104. Così, con il solo numero di prigioniero nel campo di sterminio di Auschwitz, voleva presentarsi Viktor E. Frankl pubblicando Trotzdem Ja zum Leben sagen. Ein Psychologe erlebt das Konzentrationslager (lett.: “Dire sì alla vita, nonostante tutto. Uno psicologo nei lager”): un modo per non concentrare eccessivamente l’attenzione su di sé e sulla sua esperienza. Solo in fase di correzione di bozze gli amici riuscirono a convincerlo che l’anonimato avrebbe tolto valore alla “confessione”.
“Gli strati della nostra vita sono così sedimentati l’uno sull’altro, che nel dopo incontriamo sempre il prima, non come qualcosa di eliminato, di liquidato, ma come un che di presente e di vivo. Questo posso capirlo, eppure a volte lo trovo difficile da sopportare. Forse ho scritto la nostra storia proprio perché volevo liberarmene. Anche se non ci riesco.”
Vittima del comunismo durante l'infanzia, del nazismo nella prima giovinezza, del comunismo, infine e una volta ancora, poco prima del suicidio (ventinovenne), Tadeusz Borowski è il paradigma del letterato martire. Un martire polacco dei regimi totalitari del Novecento.
Mark Herman porta sullo schermo la Shoah.
Ancora una volta e necessariamente.
liquidàre
v. 1ª tr. (Ind. pres. lìquido) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: liquidare un impiegato, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; liquidare una merce, venderla a prezzo di realizzo; svenderla
com. pagare
fig.: liquidare un affare, concluderlo; liquidare una questione, risolverla, deciderla; liquidare qu., levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.
Elie Wiesel è nato nel 1928 a Sighet, in Transilvania. E’ stato deportato ad Auschwitz prima e a Buchenwald poi. Nei campi di sterminio nazisti ha perso i genitori e la sorella Zipporà. Fu liberato il 10 aprile del 1945. Dopo la guerra ha studiato e lavorato come giornalista in Francia, successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove vive tuttora. “La notte” è stato pubblicato a Parigi nel 1958. E’ un romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la sua esperienza nei Lager nazisti e, soprattutto, compie un’interessante e profonda riflessione sull’esistenza di Dio e sul suo silenzio di fronte all’abominio della Shoah. Wiesel è autore di decine di romanzi, saggi e testi teatrali.
NOVECENTO: UMANA TRAGEDIA
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