Dal 13 al 17 luglio del 1900 Arthur Schnitzler scrive la novella "Il sottotenente Gustl". Il testo del racconto viene pubblicato alla fine dello stesso anno sul supplemento natalizio di un giornale. Il 3 gennaio del 1901 lo scrittore riceve l'ordine dal comando di circoscrizione della milizia territoriale di cui faceva parte (Schnitzler, al tempo, era tenente medico) di presentarsi di fronte al Consiglio d'Onore: è accusato di aver leso l'onore e il prestigio dell'esercito austro-ungarico proprio con "Il sottotenente Gustl". Schnitzler rischia di essere condotto in carcere ma evita di recarsi personalmente presso l'autorità militare a cui risponde con una serie di lettere.
Vienna, fine ‘800, Felix e Maria, giovani e innamorati. Lui è malato di tisi e viene a conoscenza del destino che lo aspetta: morirà entro un anno. Dopo aver inizialmente taciuto, decide di confidarsi con Maria. La ragazza è stravolta dalla notizia e, in preda alla disperazione, afferma di non voler lasciare il giovane: E comunque senza di te io non vorrò vivere.
I due amanti sono allacciati da una sentenza di morte annunciata. Maria spera che il suo compagno riesca miracolosamente a guarire, Felix, invece, non si dà alcuna speranza.
Il romanzo breve “La signorina Else” è del 1924. Non si tratta di un dettaglio trascurabile perché ciò che più colpisce di questo testo è la sua forte modernità. Non faccio riferimento alla vicenda narrata che, tutto sommato, non è particolarmente originale, ma alla tecnica che l'autore ha utilizzato: il flusso di coscienza.
Il romanzo non è altro che il monologo interiore di Else, un getto ininterrotto di pensieri, un viaggio affascinante, e a tratti caotico, nella mente di una giovane borghese degli inizi del ‘900 (durante la Belle époque) che, in vari momenti, somiglia alla mente di una qualsiasi adolescente di oggi. Con le sue contraddizioni, i suoi desideri, la sua arroganza, la sua fragilità.
Viviamo in un mondo che sta crollando, una generazione afflitta che l’arte non è ancora riuscita a rappresentare, che io non sono riuscito a rappresentare. Io sono l’ultimo membro di questa generazione. Ma finirà… e l’Impero finirà con lei. E altrettanto farò io. Il massimo che potrei sperare è di essere l’ultimo uomo di un’era e il primo di quella successiva. Ma non lo sono. Sta arrivando una nuova epoca e sarà la tua.”
LE OSCURE FORZE DELL’ISTINTO, UBRIACHE DI SOGNO
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