Antonio Veneziani spiazza tutti: proprio quando in tanti aspettavamo uscisse il suo romanzo in versi, o almeno la nuova edizione del suo famigerato “Brown Sugar”, è spuntata fuori questa stravaganza decisamente inedita: “D'amore e di libertà” è un balocco da bibliomani e collezionisti di bizzarrie editoriali, pubblicato da un picco
Reinaldo Arenas nasce in un villaggio di campagna dalle parti di Holguín (Cuba) il 16 luglio 1943 e muore suicida a New York, il 7 dicembre 1990, dopo aver contratto l’Aids ed essersi ammalato del morbo più terribile: la nostalgia. Arenas non amava la Cuba comunista e dittatoriale di Fidel Castro, ma odiava con tutto il cuore anche la Miami degli esuli cubani e il capitalismo statunitense. La realtà non è mai monodimensionale e le opinioni dei veri intellettuali raramente coincidono con il bianco e con il nero. Tra l’altro Arenas fu inizialmente favorevole alla rivoluzione, credette nell’uomo nuovo profetizzato dalla retorica nazionalistica e si arruolò nelle truppe castriste.
Dodici racconti di Charles Nodier (1780-1844), bibliotecario e scrittore francese decisamente dimenticato, curati e tradotti da Riccardo Reim: sono pezzi caratterizzati da un discreto moralismo gotico, espressione d'un'epoca in cui si cercava disperatamente di tornare all'ordine dopo le violenze e gli omicidi del periodo rivoluzionario francese. Figlio d'un giudice del tribunale del Terrore, scosso sin dalla giovinezza da tutto quel sangue e dalla quotidianità atroce delle morti violente, Nodier sembra cercare di esorcizzare il male dandogli senso nella fantasia: riallineandolo, per così dire, e controbilanciandolo, mostrando sempre una vittoria del bene, della temperanza, dell'onestà, del rispetto e della correttezza.
CUBA SARÀ LIBERA, IO GIÀ LO SONO. Omosessualità sotto regime comunista cubano: galera inclusa. La dolorosa e sofferta esperienza del grande Arenas, artista eretico e libertario, nemico dei regimi totalitari e del capitalismo, è stata trasfigurata nei versi dello “Sposo del mare”, coraggiosamente e onestamente prefati dal professor Héctor Febles e ben tradotti dal giovane letterato Claudio Marrucci, empatico autore d'una appassionata breve biografia del poeta cubano.
Nerone o della Maschera. Sarebbe opportuno accostarsi al Nerone raffigurato da Foschini liberi dallo storicismo e dalla storia narrata o peggio ancora da quella da retaggio scolastico. Per affrontare questo poema in prosa occorre voglia di aprire porte ed esplorare nuovi territori, perché, come afferma Epicuro, “Non serve a nulla garantirsi una pacifica convivenza con gli uomini, finché si è preda del cielo, dell’Ade e dell’Infinito”.
Liberamente ispirato a I mignotti – Vite vendute e storie vissute di prostituti e gigolò (Marenero, 2002) e Pornocuore – Sogni e desideri segreti di giovani omosessuali (Coniglio, 2005), due libri inchiesta firmati in coppia da Antonio Veneziani e Riccardo Reim, Altromondo è un’opera a metà tra il documentario e il film inchiesta, che si snoda in maniera coerente ma assai monocorde e ridondante dal punto di vista visivo, immaginando una consequenzialità narrativa che segue un iter crescente, dal sesso più degradato e degradante ai sogni d’amore puri ma difficilmente raggiungibili in una società che – è l’assunto principe del film – è ancora lontana dal riconoscere i giusti diritt
Veneziani parla. Franchi pensa a Rodin.
Veneziani in gran forma
Mascheri se la beve, Franchi è incredibilmente assente
Intervallo
Prende la parola Renzo Paris. Marco Polverini, Andrea Di Consoli e Antonio Veneziani ascoltano
Non è soltanto il romanzo sentimentale per eccellenza di Renzo Paris, biografia raccontata attraverso le sue donne, la sua nevrastenia, la sua sensibilità: “La vita personale” è un impressionante libro di memorie di una generazione di letterati romani – o romani d'adozione: come sempre. Paris è la voce e la memoria storica, in questo libro, della Scuola Romana: dell'ultima Scuola Romana.
Sostiene Veneziani che i libri di Paris, letterato abruzzese classe 1944, romano dal 1957, abbiano sempre un retrogusto dolce-amaro: il retrogusto di quella scrittura che “parla di carne e spirito, di terra e di aria, di realtà e di sogno”. Paris è un autore dalla scrittura “pulita e lineare”, “sorgiva”: le sue pagine, scrive il maestro, “sanno di pane appena sfornato e di sesso consumato con rabbia”.
“Questa città è predestinata, qui si compiono i sogni e le sconfitte. Tutto dipende dal destino, ormai lo so. Non volevo affittare quella casa, detestavo quel vicolo, troppa morte...” - scrive l'artista nella prefazione. E racconta di aver ritrovato tre vecchie poesie in una valigia, sotto un divano. Ritornate da un passato che si giurava concluso, e invece sembra vivo, bramoso di prigionieri nuovi. Adesso ne farà, è nelle cose. Prigionieri volontari.
“Dopo il corpo è vuoto / sterile il tuo bosco /dove ignaro dormi / il letto disfatto e pieno / di attorcigliate coperte / mortale mia sera” (Dario Bellezza)
LA NATURA DELL’INNATURALE. Dialogo con Lino Centi su scrittura & altri confini
“La vita è una soglia che si logora per l’attesa” (Antonio Veneziani)
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