La passione civile che anima il cinema di Clint Eastwood è la cifra tematica più evidente che scaturisce dall’analisi della sua cinematografia recente, e non solo; a ben guardare bisogna retrocedere al tempo dello struggente Un mondo perfetto per capire come l’opera eastwoodiana segni una cesura, una strappo, una presa di coscienza e una maturità artistica rispetto ai motivi essenziali del suo cinema precedente.
Susanna è un po’ stramba. Ogni tanto Lisa fa la cattiva. E sono gli anni Sessanta. Va bene: ma basta a fare un film? Nei progetti originali, è probabile che si volesse fare di “Girl, interrupted” una specie di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" al femminile: il manicomio, il riscatto attraverso la detenzione e la sofferenza, l’artificio arrogante di ogni distinzione fra “normale” e “diverso”, le zone e i temi in comune fra il film di Mangold e il capolavoro di Forman. Ma l’uno sta all’altro come la parodia sta al prototipo.
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