A quattro anni di distanza dal suo esordio, avvenuto in una Transeuropa, 1998, con la raccolta di racconti “Veronica dal vivo”, lo scrittore siciliano Giuseppe Casa debuttò ad alto livello con questo generazionale romanzo di formazione – deformazione, avrebbe detto lui – apparso per Rizzoli. “La notte è cambiata” (13 euro e 50; pp. 282) era una storia che poteva essere raccontata soltanto quando Roma aveva ancora il fascino della città in cui succedeva tutto; vale a dire, fino agli anni Novanta, massimo primi anni Zero. È una storia che racconta cosa poteva capitare a un giovane provinciale sensibile, intelligente e pieno di vita, in questo Paese: cosa poteva capitare in un'anima portata a leggere bellezza e verità, e potenzialità, in ogni cosa.
Leggendo "Alla ricerca del piacere" di Richard Mason (Einaudi), si ha la sottile e persistente sensazione di essere sul punto di essere sorpresi da qualcuno, che non dovrebbe vederci né saperci in atti così lubrichi, proprio quando il piacere sta scivolando fuori dalla propria carne. Si ha dunque il tremito eccitante del gioco bilanciato nel proprio animo tra paura ed eccitazione, si vive la passionale ascesa del fisico che spinge, si getta e affonda con ogni suo poro nell’incomprensibile varco del godimento.
Marino Magliani è un affabulatore nato, uno che ama raccontare la sua terra, ma anche i luoghi che si sono trasformati in patrie adottive, come il Sudamerica e l’Olanda. Per questo motivo è l’autore giusto per scrivere una reportage narrativo che non sia soltanto una guida turistica, ma un vero e proprio viaggio sentimentale per cicloturisti che vogliono assaporare la bellezza di Amsterdam. Magliani descrive con stile elegante e raffinato una città labirintica e misteriosa dove si ordiscono complotti e strategie, dove le biciclette giacciono arrugginite in cimiteri nascosti, dove i canali disegnano una ragnatela che intrappola i pensieri.
Libro testamento a cui Shabtai lavora fino all'ultimo anno della propria vita, lasciando la responsabilità di revisione e pubblicazione alla moglie, “In fine” è il risultato di un'assidua ricerca di perfezione stilistica, che porta l'autore ad una tripla stesura, seguendo una concezione del romanzo come contenitore di varie versioni alternative. Quella definitiva è frutto della scelta di Yaakov per ciò che concerne la seconda e la terza delle parti in cui l'opera si divide.
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