"Camera mia è un ammasso disordinato di oggetti ed emozioni. Come casa mia, come la mia testa. E l’ultima cosa che cerco è qualcuno che sia in grado di metterle in ordine. Quello che cerco è qualcuno che sia in grado di cambiare posto alle mie cose ogni giorno. Alle mie emozioni, ai miei pensieri. Qualcuno che mi fotta la testa, non che cerchi di mettermela a posto. E per poter fare questo, bisogna essere in grado di lasciarsela fottere la testa. Di lasciarsi disordinare da qualcuno. Di lasciare che ti rapisca.”
IN TEMPESTA IO MATURO (CRESCO, E MI PLACO)
“Irradiazioni” è il diario della seconda guerra di Ernst Jünger: il suo “contributo intellettuale” all'atrocità commessa dall'uomo a metà del secolo scorso. Nell'introduzione, l'artista tedesco spiega che si tratta di un “sestetto di diari nati negli anni della Seconda Guerra Mondiale. La presente raccolta comprende le quattro parti centrali, mentre la prima è già comparsa col titolo 'Giardini e strade', e l'ultima ha ancora bisogno di un periodo di ulteriore maturazione”. Uscirà come “Die Hütte im Weinberg”, qualche anno dopo.
Scopriamo Karen Duve, narratrice tedesca classe 1961, grazie alla curatela e alla traduzione della sua raccolta di racconti del 1999 “La più pallida idea”, firmata da Simone Buttazzi, per i tipi di Comma 22, nel 2009. Buttazzi la definisce un “cane sciolto” della letteratura tedesca contemporanea, dipingendola come un'artista misantropa e distaccata; aggiunge, nella nota, che questi racconti sono “favole moderne e crudeli”, scaturiti da frammenti di vita vissuta. Le ossessioni dell'autrice sono “gli animali, Amburgo e dintorni, gli anni Ottanta, l'attrazione-repulsione per la burocrazia” (p. 155): e l'amore, naturalmente, e tutto quel che ne deriva.
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