Non sono moltissimi i film che hanno trattato il periodo della dittatura argentina degli anni Settanta e Ottanta. Personalmente ricordo la La notte delle matite spezzate di Hector Olivera, risalente agli Ottanta, e qualche documentario più recente.Garage Olimpo è sicuramente il più discreto. In un film che racconta la violenza in una delle sue forme più vili e bieche, questa non è quasi mai mostrata.
Miti dell’antiesilio è un libro insolito nel panorama editoriale italiano perché racconta Cuba dalla parte dell’esilio, ma non riesco a sentirmi in sintonia con molte tesi espresse da Armando de Armas. Comprendo la posizione di un esiliato che cova un giusto rancore verso chi lo tiene lontano dal suo Paese, ma ricordo ben altro stile e migliori argomentazioni in uno scrittore del calibro di Cabrera Infante. Non credo che faccia il bene della democratizzazione cubana, né dell’esilio cubano (oltre un milione di esuli per colpa del comunismo) assumere atteggiamenti di destra, definire gangsteristica la rivoluzione, dipingere Allende come un narcotrafficante ed esultare per la morte del Che.
Ennesimo temino post-Paula
Ho richiuso il libro, ma non c’era alcun mondo da lasciare. In teoria, gli ingredienti. c’erano tutti per piacermi … è stata l’amalgama a non funzionare. O l’impasto inesistente. O l’anima di carta a non volare. O l’afrore di un prodotto commerciale studiato a tavolino e imposto sul mercato per continuità dì Fama.
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