Da oltre un secolo Svevo rivela, ai lettori e ai letterati, una figura esistenziale carica di significati, di dolorosa coscienza dei contrasti che la animano, di lancinante e splendida inadeguatezza all’esistenza: quella del modernissimo, grottesco, credibile intellettuale inadatto alla vita, l’inetto.
L’argilla che l’ha plasmato non s’è disfatta. La società postindustriale ha soltanto acuito ed esasperato le ragioni della sua esistenza, e della sua inadempienza alla vita. Alfonso Nitti potrebbe essere il mio vicino di casa o il mio collega. Alfonso Nitti potrei essere io. È un mio simile, lo riconosco e ne prevedo il comportamento, riesco a simularlo con discreta esattezza.
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