“Non credere nel silenzio, viaggiatore, non bisogna aver fede nel silenzio; è una truffa, una trappola, qui non c'è il silenzio e perché mai dovrebbe esserci? Provati a pensare, che moltitudine. Una moltitudine? Tu dimentichi troppo spesso. Tu hai fede nel silenzio. Perché una moltitudine dovrebbe restare in silenzio? È assurdo! Perchè? Rispondi! Dorme. Ed io non ho più parole” (Parise, “I movimenti remoti”, p. 73).
“Non voglio essere interrogato, e non voglio nemmeno spiegartene il perché. Ti dovrei parlare di me, spiegarti me stesso, e non voglio, soprattutto non so, forse non c’è materia”.
Ha smesso di ascoltare, il protagonista de “Le stelle fredde”, e non sente alcun desiderio di parlare. Ricerca una solitudine capace di mettere distanza. Abbandona il proprio lavoro di pubblicitario, la donna che ha amato, il padre. Si lascia alle spalle l’intera vita, arrivando ad allontanarsi persino da sé stesso. Le pagine iniziali riportano un’insolita visita medica, volta ad accertare una presunta ipoacusia.
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