Tutti quelli che si dichiarano convinti che il calcio non significa niente, che è soltanto un gioco, soltanto un evento mediatico, e si mostrano persuasi che il tifoso è semplicemente un alienato che sfoga periodicamente le sue frustrazioni sugli spalti, dovrebbero dedicare qualche ora del proprio tempo alla lettura di “Calcio e potere” di Simon Kuper, classe 1969, scrittore e giornalista cosmopolita. Sarebbe un degno e sacrosanto bagno d'umiltà, e sarebbe senza dubbio l'occasione per imparare a leggere questioni sociali, politiche, storiche ed etniche attraverso un filtro privilegiato e spesso capace di anticipare eventi di ben diversa portata.
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