Otto racconti postumi: confessioni di un omosessuale cubano, suicida in esilio per la disperazione d'aver contratto l'AIDS, una vita letteraria caratterizzata da disillusione assoluta – non soltanto sulla natura del regime cubano: sull'essenza del genere umano – e da una scrittura quando consolatoria, quando fertile pioggia nell'arida vita d'una persona a pezzi. Arenas sembra avere nostalgia di tutto: della perduta patria, e del sogno della democrazia; dell'illusione gentile dell'uguaglianza, e della possibilità della libertà; e della menzogna della bontà della specie umana. La menzogna più bella e falsa della storia.
Commenti recenti
0 sec fa
6 min 24 sec fa
10 min 44 sec fa
11 min 51 sec fa
10 ore 59 min fa
11 ore 50 min fa
11 ore 55 min fa
12 ore 3 min fa
12 ore 13 min fa
12 ore 14 min fa