Conosco la scrittura di Demetrio da qualche anno, avendo condiviso esperienza comune in una mailing list, di Bombacarta, e in una web-zine trimestrale, Bombasicilia. Ciò che colpisce, o meglio, ciò che mi ha sempre colpito, nella sua scrittura, sono la naturalezza e la sicurezza con le quali afferma i propri dubbi. Forse mi spiego in modo più appropriato se scrivo che lui, quando scrive, sembra “dire”. In un certo senso, non afferma, non dubita, non c'è una intonazione, c'è un “dire”.
È una questione di civiltà, una questione di umanità, una questione di intelligenza: una Nazione che rifiuta la Convenzione di Ginevra (“sospendendola” nel 2002: p. 169), avalla e pretende di legittimare arresti arbitrari, interrogatori senza limiti e incarcerazione illimitata non può essere parte del consesso delle nazioni democratiche.
Er geht wie den kein Walten
Vom Rücken her bedroht.
Er lächelt, wenn die Falten
Des lebens flüstern: Tod!
Ihm bietet jede Stelle
Geheimnisvoll die Schwelle;
Es gibt sich jeder Welle
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