La bellezza sa essere brutale. Sa essere brutale e magnifica quando s'accompagna alla denuncia. A una denuncia civile, a una denuncia politica, a una denuncia libertaria. La bellezza diventa brutale quando il linguaggio scende a patti con la verità: e allora si piega al male, per demistificare le menzogne della propaganda, e la distruzione della giustizia, e dell'innocenza di un popolo.
È una questione di civiltà, una questione di umanità, una questione di intelligenza: una Nazione che rifiuta la Convenzione di Ginevra (“sospendendola” nel 2002: p. 169), avalla e pretende di legittimare arresti arbitrari, interrogatori senza limiti e incarcerazione illimitata non può essere parte del consesso delle nazioni democratiche.
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