Intervista a Giulio Laurenti, autore di “Suerte” (Einaudi, Stile libero), storia vera di un narcotrafficante colombiano. A cura di Antonio Veneziani.
ANTONIO VENEZIANI: “Suerte” è presentato in fascetta come confessione. Lo trovo un po’ riduttivo, mi sembra più un romanzo verità con qualche infiltrazione psicanalitica.
“I bambini saltano fuori dalla pancia delle madri e scoppiano a piangere, ancora terrorizzati da quello che hanno abbandonato, dalla morte che hanno scampato. Sono pezzi di corpo della madre in fuga da lei. Le madri cercano di tenerli legati a sé, li trattengono quando nascono, ma i bambini fuggono ugualmente, e allora le madri deluse si vendicano, aizzano contro di loro la morte, la corda che li trattiene diventa il serpente che morde il loro piccolo ventre, e gli inietta il veleno mortale. Anche loro sono segnati, il loro destino gli è stato inoculato nella pancia.
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