Storia di due amici che si ritrovano nel vecchio paese abbandonato dopo essere scampati alla guerra e recuperano il piacere di camminare insieme in montagna, di vivere un’avventura come succedeva ai tempi della loro giovinezza.
“Ma più d'ogni altra cosa a Febo piace la luna, è un cane lunare, la sua pazzia è dolce e violenta, ogni sera, quando la luna nuova, tonda e gialla come un enorme pane appena sfornato, sale dall'orizzonte fuor dai boschi neri di Sicilia, Febo si accuccia sull'alto della ripa, e guarda la luna che sale lenta nel cielo trasparente. Amica la luna, amica di Febo la luna. Che prima sale dolcemente, poi si ferma a mezzo il cielo, ed ora si muta in una rosa, e fiorisce subitamente, esplode con lentezza studiata, ora si muta in un viso di donna, che a poco a poco sorridendo si affaccia, e le labbra pallide sorridono [...]” (Malaparte, “Febo cane metafisico”, p. 23).
TARTARUGHE GEMELLE
Partono le prime inquadrature: una tartaruga si ritrova spaesata a girovagare, nella sua apparente fragilità, sull’asfalto di una città in movimento. Il cuore sobbalza ad ogni istante. I passi distratti degli umani la schivano miracolosamente e le lunghe ombre di morte che accompagnano le ruote delle automobili sembrano quasi volerla schiacciare. Il cuore sobbalza ancora, ad ogni istante. Non sa quale sorte il destino abbia scelto per la tartaruga, finché la mano delicata di una ragazza si avvicina a quel piccolo essere per riportarlo nel suo mondo naturale, l’acqua.
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