Difficile dimenticare il fervore manifestato dai numerosi giovani presenti, in occasione delle due giornate delnociane dell’8-9 giugno 2007, tenute tra le accoglienti aule della Sapienza di Roma e gli splendidi panorami della città di Alatri, intorno alla figura del grande filosofo cattolico, di cui quest’anno ricorrono i venti anni dalla morte.
Fu un bellissimo convegno organizzato dall’ Università di Roma “Sapienza” e in particolare da quella Facoltà di Scienze Politiche, dove Del Noce aveva insegnato nei plumbei anni Settanta del Novecento. Rappresentando, per non pochi studenti un punto di riferimento e ragionamento in un’Italia dove alcuni estremisti appena udivano la parola cultura mettevano mano alla pistola… E non in senso figurato.
Perciò è quanto mai giusto ricordare la delnociana “vocazione a difesa della non-violenza”, come fa Gian Franco Lami nella premessa agli atti, freschi di stampa, di quel convegno da lui curati: Filosofi cattolici del Novecento. La Tradizione in Augusto Del Noce, Franco Angeli, Milano 2009, pp. 250, dal momento che il rapporto tra politica e non-violenza ha nell’opera di Del Noce una indubbia centralità: non come negazione irenistica del realismo politico, bensì quale rifiuto della violenza elevata a ideologia politica.
Di qui la sua critica ai totalitarismi, fondata non tanto sull’ idea di un “contro-mondo” perfetto da opporre all’utopia comunista, come quello oggi celebrato dal mercatismo, ma basata, come nota Lami, sul “profondo senso della libertà da onorarsi principalmente attraverso la liberazione della conoscenza dalla scorie mistificanti di una verità soltanto mondana” .
Insomma, siamo al cospetto di una critica della violenza come frutto della menzogna. Posizione che per certi versi si avvicina a quella della Arendt, ma anche al sano realismo di una tradizione liberale italiana, segnata dalle figure di Rosmini , Croce e De Gasperi.
Gli atti del convegno sono di grande ricchezza. Come del resto si può scoprire scorrendo solo alcuni titoli delle relazioni: “Ermeneutica dell’ateismo in Augusto del Noce” di Gaspare Mura; “Secolarizzazione e modernità secondo Del Noce” di Domenico Caccamo; Augusto Del Noce interprete di Tilgher e Rensi” di Paolo Armellini; “Geo-filosofia della Russia: Del Noce e l’ ‘Altra Europa’ ” di Roberto Valle; “Dall’idea di modernità all’idea di gnosi” di Gian Franco Lami; “Libertà e democrazia in Augusto Del Noce” di Maria Antonietta Arioli; “Del Noce critico della rivoluzione” di Guido Vignelli; “Il profeta ritrovato” di Giuliano Borghi; “Tradizione e formazione” di Anna Maria Gammeri.
Particolarmente interessante, dal punto di vista di una sociologia degli “Anni di piombo”, la relazione di Giano Accame (“Del Noce nell’attualità politica degli anni Settanta”), altro generoso intellettuale nel frattempo venuto a mancare. Dove si sottolinea la lucidità di Del Noce. Il solo, o quasi, ad aver intuito la portata di una travolgente secolarizzazione dei costumi che avrebbe depotenziato anche la religione rivoluzionaria del Pci. Sostituendo al ferro e al fuoco della rivoluzione politica, i tepori dolciastri della rivoluzione dei consumi. Riflessione più attuale che mai.
Ma altrettanto notevole resta la relazione di Mario Ciampi (“Il Dante politico negli inediti di Augusto Del Noce”). Che, pur partendo da lontano, aiuta a capire l’importanza della differenza teorizzata da Del Noce, fin dal 1945, tra “ierocrazia” e “teocrazia”: la prima, che designa giustamente in Dio “il valore primo e assoluto”; la seconda, che invece interpreta rigidamente il Regno di Dio come realtà politica incarnatasi “sacralmente” nell’idea medievale, quale unica realtà storica . Di qui il “clericalismo machiavellico” tipico di certo cattolicesimo politico, in funzione puramente negativa e privo di “contenuto positivo”. Che avrebbe dovuto far posto, una volta dissoltosi, alla restaurazione cattolica, in termini, però puramente ierocratici: di puro culto pseudosacrale e reazionario di un passato idealizzato.
Non meno affascinante, il “Ricordo di Augusto Del Noce”, di GianLuigi Rossi. Dove si riesce a percepire, quasi fisicamente, la figura di un Del Noce “che transitava con discrezione nei corridoi del nostro Istituto, sempre seguito da un manipolo di assistenti, coinvolti in discettazioni appassionate, che si sarebbero naturalmente riversate nell’aula dove si teneva la lezione”. Ritratto che non sfigura accanto a quello, bellissimo, di Maria Antonietta Arioli, che scolpisce la prorompente forza intellettuale di Del Noce: “Spesso, infatti, mi sono chiesta come avrei rappresentato il filosofo se fossi stata una pittrice; ebbene l’immagine che mi è venuta alla mente è di un’ immensa vitale cascata dai mille rivoli secondari”.
Ecco, una “cascata”, ai cui rivoli, attingono tuttora quei giovani, così infervorati, cui si accennava all’inizio. Il che sembra purtroppo contrastare, come giustamente sottolinea Nicola Vacca su questa stessa pagina, con la disattenzione della filosofia ufficiale nei riguardi di Del Noce…
Comunque sia, una buona occasione per ricordarlo è data dalla presentazione del volume, che si terrà sabato 24 ottobre 2009 alle ore 16,30 presso la sede dell’ASUS (Roma, Viale Manzoni 24c). Alla quale parteciperanno Giacomo Marramao, Pietro de Vitiis, Gian Franco Lami, Carlo Mongardini, Gaspare Mura, Angela Ales Bello.
BREVI NOTE
Augusto Del Noce (Pistoia, 11 agosto 1910 – Roma, 30 dicembre 1989) filosofo e politico italiano di ispirazione cattolica.
Per approfondire: Wiki it / Centro Culturale Augusto Del Noce
Carlo Gambescia
(speciale Augusto Del Noce pubblicato su Linea quotidiano il 20 Ottobre)
Commenti
Non meno affascinante, nel ?Ricordo di Augusto Del Noce? di Gianluigi Rossi, la figura, quasi fisicamente percepibile, di un Del Noce ?che transitava con discrezione nei corridoi del nostro Istituto, sempre seguito da un manipolo di assistenti, coinvolti in discettazioni appassionate, che si sarebbero naturalmente riversate nell?aula dove si teneva la lezione?...
(ho aggiornato l'articolo come da indicazioni di CG! Buona lettura)