Marlene Kuntz

Catartica

Marlene Kuntz

Anno 1994. Dritti e violenti come un pugno nello stomaco, con i loro testi oscuri e le chitarre vigorose e vibranti, i Marlene Kuntz fanno la loro comparsa nel panorama rock italiano, imponendosi subito come una cult-band e inaugurando con vigore un filone musicale nuovo per la scena italiana, diretto discendente di band come Sonic Youth ed esponenti del genere Noise.

Spinti e indirizzati da un guru musicale quale Giovanni Lindo Ferretti – ex C.C.C.P, poi C.S.I, poi ancora P.G.R. – rimasto folgorato dalle sonorità della band, i Marlene piombano pesanti come un sasso scagliato nell’acqua stagnante della musica rock italiana.
Ricco e variegato il loro background musicale, si avvalgono di un originale uso delle melodie, sempre dure e graffianti, di testi poetici e della potente voce del cantante Cristiano Godano, carismatico canalizzatore di energia, semplicemente magico nei concerti dal vivo.
Il delicato scampanellio iniziale di “M.K.”, preannuncia l'esplosione di suoni del brano-manifesto della band, violento e dall’impatto sonoro devastante. Godano grida a squarciagola “M.K.,O.K.” mentre la batteria e le chitarre rimbombano martellanti.
Un inizio graffiante per “Festa Mesta, ironica nel testo e dall’accattivante ossimoro del titolo, vigorosa nel ritornello e ricercata nelle sonorità. La lunga magia sonora di “Sonica, che alterna momenti di tragica e vibrante potenza a sussurrati lamenti, ci trasporta all'interno della sinuosa e commovente “Nuotando nell'aria, una delle più conosciute canzoni della band, tremenda ricostruzione di un amore che è finito, i versi sono bellissimi (“Pelle: è la tua proprio quella che mi manca in certi momenti e in questo momento è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria”) e la delicatezza delle parole contrasta con il suono graffiante delle chitarre. La voglia di saltare e “pogare” è forte nella surreale e violenta “Giù giù giù, sconcertante viaggio folle tra “gengive, muco e liquame”.

La dolce Lieve è toccante ed evoca paesaggi sconfinati, mentre l’esotica e complicata “Trasudamerica ricorda antichi viaggi fatti con una Federica, non più la compagna di vita per Cristiano, che si sente sempre più solo. Fuoco su di te, dallo straordinario accompagnamento di chitarra, sembra una preghiera rabbiosa di chi è “fuori di testa” e vuole fare fuoco sulla donna, vecchio amore, ora colpevole di essersi comportata male.

La natalizia “Merry X-mas è una violenta descrizione di chi è stato abbandonato poco prima di Natale, ha “le gambe che rollano e non ha niente da ridere”, mentre Gioia (che mi do)” è una cupa poesia dedicata a una donna seducente e affascinante. Canzone di Domani” è una delle melodie più conosciute, emozionante e trascinante, e mostra in pieno tutte le qualità della band. Mala Mela” gioca ancora, come la precedente “Festa Mesta”, con le vocali nel titolo e con le parole nel testo, evidenziando l’amore per il dettaglio e la perfezione lirica che è caratteristica distintiva del gruppo e anticipa la chiusura dell’album, affidata a 1° 2° 3°”, allucinata e allucinante, che descrive una dura lite con la propria donna in un locale e la drammatica fine di un amore, e alla strumentale “Non ti scorgo più, che ricorda l’incipit del disco, e si collega seguendo un unico filo alle cosiddette “Spore” dei dischi successivi.

Nel corso di questi anni i Marlene Kuntz hanno confermato in pieno quanto di buono affiorava già da questo album di esordio, forse ancora acerbo rispetto ai capolavori successivi, tra cui ricordiamo “Il Vile”, “Ho ucciso Paranoia” e “Senza Peso”, esempio di grande maestria nell’unire musiche violente, ricercate e sofisticate, a testi di notevole letterarietà, con moltissimi riferimenti colti e citazioni di grande spessore culturale.

Catartica” evoca già nel titolo quel bisogno di catarsi purificatrice che necessita l’ascolto dell’album, che come tutti gli altri della discografia della band risulta complesso e di difficile interpretazione, colto, raffinato e nello stesso tempo affascinante. Quattordici canzoni, presenti all’interno di questo disco, che nella loro inconfondibile “rumorosità” portavano, poco più di dieci anni fa, una ventata salutare di freschezza nel panorama musicale italiano, facendo entrare di diritto i Marlene Kuntz nell’Olimpo delle rock band italiane, che ad ogni uscita discografica stupiscono sempre e non deludono mai.
 
 
TRACKLIST:
1. M.K.
2. Festa mesta
3. Sonica
4. Nuotando nell'aria
5. Giù giù giù
6. Lieve
7. Trasudamerica
8. Fuoco su di te
9. Merry X-Mas
10. Gioia (che mi do)
11. Canzone di domani
12. Mala mela
13. 1°2°3°
14. Non ti scorgo più
 
I Marlene Kuntz sono:
Cristiano Godano – voce, chitarra
Riccardo Tesio – chitarra
Luca Bergia – batteria

DISCOGRAFIA ESSENZIALE

Catartica (1994)
Il Vile (1996)
Come di Sdegno (1998)
Ho ucciso paranoia (1999)
H.U.P. Live In Catharsis (1999)
Che Cosa Vedi (2000)
Cometa (2001)
Senza Peso (2003)
Fingendo la Poesia (2004)
Bianco Sporco (2005)

BREVI NOTE BIODISCOGRAFICHE

I Marlene Kuntz si formano a Cuneo alla fine degli anni Ottanta. All’inizio sono solo Riccardo Tesio (chitarra), Luca Bergia (batteria). In seguito si aggiungeranno Franco Ballatore (basso) e Cristiano Godano, che prima scriveva solo i testi, ma ben presto divenne anche il cantante del gruppo. Traendo spunti e riferimenti dal rock noise e rumoroso dei Sonic Youth, negli anni Novanta iniziano a registrare e a farsi notare in giro con alcuni concerti, finché non vengono notati da Gianni Maroccolo e Giovanni Lindo Ferretti dei C.S.I che permettono loro di incidere il primo disco, “Catartica”. Il bassista Ballatore lascia il posto a Dan Solo, e nel 1996 la band incide “Il vile”, album della definitiva consacrazione. È poi il turno di “Come di sdegno”, un EP, che anticipa il terzo album, “Ho Ucciso Paranoia”, del 1998. Poi ci sarà il live “H.U.P. Live In Catharsis, e nel 2000 Che cosa vedi”, più leggero e delicato, con il quale il gruppo abbandona il rumore dei primi dischi per ricercare una maggiore purezza musicale e letteraria, raggiungendo anche un notevole successo di pubblico. Continua il loro lavoro di ricerca e sperimentazione con “Senza Peso”, nel 2004, ed è appena uscito l’ultimo disco del gruppo, “Bianco sporco”, al quale manca lo storico basso di Dan Solo, che ha lasciato da poco la band.

Approfondimento in rete: Sito ufficiale; ondarock.

Marlene Kuntz in Lankelot:

Marlene Kuntz - Catartica di rapace
Marlene Kuntz - Catartica di sporetta
Marlene Kuntz - Il vile di dr-caraffa
Marlene Kuntz - Senza peso di rapace

Antonio Benforte, 15 marzo 2005.

Recensione apparsa originariamente sul sito www..ciao.com e su www.lankelot.com.
 


ISBN/EAN: 
0724384911522

Commenti

(Re-edit. che dici? va mejo?)

Direi proprio di sì, mi devo perfezionare parecchio, ma incontro alcuni problemi. Leggero il forum per capirci qualcosa in più.
Grazie.

(quando una band ha anima e sangue si sente. Non importa quanto sia tecnicamente cazzuta. E' questione di avere musica da creare, e versi giusti da inserire là dove servono davvero. I Marlene di questo disco avevano quel sangue e quell'anima di chi sta per sprigionare il pezzo della madonna. Ecco Nuotando nell'Aria).

quanto è brutto l'ultimo singolo dei Marlene?

Neanche sapevo fosse uscito, figurati...

4. Dai che non è brutto. Certo che. Impressioni di settembre è una bella canzone. Durante i loro concerti rende. Usarlo come singolo, per il loro Best Of, non so. Certo che negli ultimi tempi ha colpito molto, e a me sembra una bella versione della canzone. L'ho sentita in concerto e, in radio, giusto in questi giorni. Mi chiedevo come mai la mandassero. Grazie per avermelo fatto scoprire.

http://www.youtube.com/watch?v=gT5IQsn4aGg

meglio l'originale della pfm

Ma quando le cover sono migliori dell'originali, beh, vuol dire che l'originale non era granché.
La loro è un'ottima versione.
Per dire, anche la PFM porta in giro le canzoni di De André, del concerto che fece con loro...ma nonostante la musica sia la stessa, non si può dire che siano al livello di quando le cantava De André.

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